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sabato 16 febbraio 2008

Non c'entra niente...

...con l'attualità politica, con gli avvenimenti del giorno, con le problematiche del momento. Ma me l'ha ricordata un amico e l'ho trovata una frase che fa riflettere. Sta dentro a un film che ha più di 10 anni, "La scuola" di Daniele Lucchetti, che utilizza materiale tratto da diversi libri di Domenico Starnone. Riferendosi al più bravo del suo corso, il professor Vivaldi (Silvio Orlando) dice: «Astariti non è bravo, è un “primo della classe”. Astariti non c’ha i capelli tagliati alla mohicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore, non si mette le scarpe del fratello che puzzano. Astariti è pulito, perfetto. Interrogato, si dispone a lato della cattedra senza libri, senza appunti, senza imbrogli. Ripete la lezione senza pause: tutto quello che mi è uscito di bocca, tutto il fedele rispecchiamento di un anno di lavoro! Alla fine gli metto 8, ma vorrei tagliarmi la gola! Astariti è la dimostrazione vivente che la scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno.».

Ecco. Ora che sto scrivendo capisco che il nesso c'è, con le cose di questo periodo: vorrei che il PD riuscisse ad essere una forza politica capace di fare in modo che, nella scuola come nel lavoro, negli ospedali come nei tribunali, in fabbrica e negli uffici, anche gli italiani che non sono "tagliati" per essere i "primi della classe", ottenessero finalmente rispetto, opportunità, "empowerment", realizzazione di sé.

(autore: sissi)

domenica 3 febbraio 2008

POST INTELLIGENTE



Riporto qui quel che ho appena scritto a Manuela nel suo blog, a commento di un suo intelligente post sulle ingerenze delle alte sfere del Cattolicesimo Apostolico Romano. Lo faccio essenzialmente per vanità, in quanto mi pare l'espressione di uno dei miei rari momenti di lucida e approfondita riflessione sui temi del giorno... Lol

carissima Manu, non ti paia frivolo che, come prima osservazione, da quella bloggara incallita che sono diventata, ti faccia i complimenti per la "pesca" dell'indovinatissima immagine di Zorro-Zapatero... pesca davvero azzeccata ed invidiabile...
In secundis, non ti lesino appiattimenti da sottiletta sulle opinioni che esprimi; c'è solo una considerazione, che ti invito a tenere in conto... è vero che la Spagna ERA un paese cattolicissimo, e forse lo è ancora, almeno in gran parte; ma ha anche fatto, negli ultimi venti-trent'anni, dei percorsi che noi in Italia manco ce li sogniamo; hanno saputo modernizzare ed innovare, utilizzando MOOOOLTO meglio di noi i fondi strutturali della UE; hanno investito in formazione e scuola, in ricerca e sviluppo, in politiche di inclusione, in lotta alla disoccupazione; hanno avviato l'ottimizzazione dei servizî della P.A.; hanno dato impulso all'implementazione delle nuove tecnologie applicate; hanno provveduto a fornire sostegno intelligente alle imprese, hanno valorizzato la solidarietà sociale...
E la popolazione probabilmente è cresciuta anche culturalmente, grazie a tutto questo; con la conseguenza che alle pappole ecclesiastiche, per quanto enunciate con voce stentorea e altisonante, non viene più prestato l'ascolto ossequioso e timoroso che veniva loro tributato ai tempi del franchismo.
Mentre a loro succedeva tutto questo, a noi invece cosa è successo? Ci sono stati il C.A.F. e Berlusconi; le truffe al Fondo Sociale Europeo e gli intrallazzi delle Regioni; la corruttela dilagante; i clientelismi e le cooptazioni più vergognose e più diffuse; lo smantellamento delle strutture di base dei partiti di massa; le riforme scolastiche targate Moratti; il taglio dei fondi alla Sanità (ai consultorî innanzitutto!) e all'innovazione della P.A.; l'oblio per la valorizzazione delle professionalità a tutti i livelli e in tutte le istituzioni pubbliche... e, come sai, si potrebbe continuare per lo spazio di altri 10 post... E, accanto e DENTRO a questo desolante quadro, la PRESENZA, molto concreta - fisica e ideologica insieme - dello Stato della Città del Vaticano. Con la quale, volente o nolente, chiunque ci governi
ha dda fa' i conti.
Cito Scalfari anch'io, e ricordo che rispetto alle indicazioni di voto, in Italia le gerarchie ecclesiastiche ANCORA non sono arrivate a pronunciarsi tanto esplicitamente come per la Spagna; e questo - dice il grande Eugenio - perché qui la classe politica ha sempre saputo bene - come ancora sa - di dover essere più incline alla negoziazione che al muro contro muro; ma chiediamoci anche (e io me lo chiedo con ENORME preoccupazione) cosa potrebbe accadere se un novello Scarparo italiano dovesse decidere di rispondere pan per focaccia alle ingerenze di Curia e Clero. Che séguito avrebbe, tra la "ggente"? che percentuale di consensi raccoglierebbe? E quanto séguito regalerebbe ai Ferrara cui non parrebbe vero di cavalcare l'indignazione del popolo dei Family days?

Come sempre, il problema è innanzitutto CULTURALE. E 30 anni di TV commerciale, di Colpi Grossi, di tette e culi, di veline, di tronisti, di Mariedefilippi e Maurizicostanzi, di epurazioni dalle strutture RAI di quei pochi intellettuali che vi erano rimasti, hanno finito per attuare il programma della P2 meglio di qualsiasi colpo di stato alla De Lorenzo.


Con la conseguenza che la metà degli italiani è pronta a rivotare Berlusconi.


(autore: sissi)

domenica 13 gennaio 2008

Il paese dei balocchi...

...cioè la scuola italiana di oggi, così come posso giudicarla in base all'esperienza fatta con mia figlia, prossima maturanda, confrontandola con quella da me vissuta di persona nella scuola italiana di ieri. Detesto recitare il ruolo della vecchia brontolona che ripete "ai miei tempi...", ma cari miei, quanno ce vo' ce vo'! Ai miei tempi, tanto per dirne una, le interrogazioni erano "a sorpresa", e nella stessa mattinata ti poteva capitare benissimo di essere chiamata a storia, italiano e filosofia: faceva parte delle regole del gioco, e dovevi adattartici. Oggi no: le interrogazioni sono programmate più accuratamente del calendario del campionato di calcio, e nella peggiore delle ipotesi puoi approfittare di uno o due bonus per salvarti, quando proprio non hai studiato una mazza. Ricordate, miei cari coetanei, il terribile evento del compito in classe, spauracchio di intere generazioni di alunni? Bene, potete scordarvelo: adesso, l'argomento del compito viene comunicato come minimo tre giorni prima dall'insegnante, quando addirittura non vengono preventivamente consegnati a casa interi elenchi delle domande che in tali compiti saranno inserite. E qualcuno, pensate, riesce ancora a beccarsi un'insufficienza! Così, fra profumi e balocchi, il tempo passa, e dalla prima elementare si arriva all'ultimo anno di liceo, quando - terrorizzati dalla prospettiva del tema di italiano - finalmente ci si accorge che forse quell'uggiosa della mamma aveva ragione, e che l'affermazione "la grammatica non è essenziale" (sic) fatta dalla prof. di lettere (sic) in seconda media forse non era, tutto sommato, così degna di fede. Ma tant'è: la frittata è servita! Un'intera generazione quasi incapace di gestire lo stress della verifica della propria preparazione, nonché di esprimersi in un italiano corretto coordinando i propri pensieri, come riuscirà ad inserirsi - mi chiedo - nella vita futura del paese e ad incidere sulle sue direttive?
(autore: Roby)