domenica 17 febbraio 2008

In nome di Dio, in nome di Allah... o in nome dell'Uomo?



Mi domando fino a quando più di metà del genere umano subirà senza reagire l'inaudito volume di violenza che le si rovescia QUOTIDIANAMENTE addosso, in modi e misure diverse secondo la parte del pianeta in cui le è toccato di nascere, ma sempre e comunque in quantità e forme che dovrebbero essere cosiderate, da TUTTI, intollerabili?

Non voglio trasferire qui il video (di 1 minuto e mezzo) in cui mi è capitato di imbattermi navigando sui siti di impegno civile; nella fattispecie, mi riferisco a un filmato di cui dà notizia «altrestorie»: un blog - aperto circa 3 anni fa, da un tipo che si firma giuseppe galluccio - del quale ho inserito un banner linkabile nel colonnino di sinistra, perché mi pare un piccolo sito di informazione democratica, magari un po' irruente ma ben fatto ed aggiornato.

Se vi fidate della vostra capacità di dominare le emozioni e di sopportare scene di ferocia umana NON tratte da un film ma, si presume, anogosciantemente reali, cliccate sulla parola video, nel paragrafo precedente.

Un commento a parte merita, credo, il fatto che chi assisteva a questa cosa abbia avuto il fegato di usare il telefonino non già per chiamare la polizia, ma per filmare l'avvenimento (e nelle riprese se ne vedono diversi, di "cell", branditi - per quel che se ne può arguire dalle immagini - esattamente allo stesso scopo).

Non datemi dell'esagerata, ma questa capacità delle donne di continuare a subire sopraffazioni piccole e grandi, che si perpetuano da tempo immemorabile, senza esere indotte ad organizzare la propria collettiva ribellione, mi fa venire in mente la mansuetudine incredula con cui le comunità ebraiche di tutta Europa si sono lasciate sterminare senza riuscire ad opporre una resistenza e una reazione efficace; certo, con il contributo deteminante dell'indifferenza generale degli "altri", che per tanto tempo hanno voltato la testa dall'altra parte.

E riguardo alle donne, non accade esattamente la stessa cosa???

(autore: sissi)

Nessun commento: