domenica 3 febbraio 2008

POST INTELLIGENTE



Riporto qui quel che ho appena scritto a Manuela nel suo blog, a commento di un suo intelligente post sulle ingerenze delle alte sfere del Cattolicesimo Apostolico Romano. Lo faccio essenzialmente per vanità, in quanto mi pare l'espressione di uno dei miei rari momenti di lucida e approfondita riflessione sui temi del giorno... Lol

carissima Manu, non ti paia frivolo che, come prima osservazione, da quella bloggara incallita che sono diventata, ti faccia i complimenti per la "pesca" dell'indovinatissima immagine di Zorro-Zapatero... pesca davvero azzeccata ed invidiabile...
In secundis, non ti lesino appiattimenti da sottiletta sulle opinioni che esprimi; c'è solo una considerazione, che ti invito a tenere in conto... è vero che la Spagna ERA un paese cattolicissimo, e forse lo è ancora, almeno in gran parte; ma ha anche fatto, negli ultimi venti-trent'anni, dei percorsi che noi in Italia manco ce li sogniamo; hanno saputo modernizzare ed innovare, utilizzando MOOOOLTO meglio di noi i fondi strutturali della UE; hanno investito in formazione e scuola, in ricerca e sviluppo, in politiche di inclusione, in lotta alla disoccupazione; hanno avviato l'ottimizzazione dei servizî della P.A.; hanno dato impulso all'implementazione delle nuove tecnologie applicate; hanno provveduto a fornire sostegno intelligente alle imprese, hanno valorizzato la solidarietà sociale...
E la popolazione probabilmente è cresciuta anche culturalmente, grazie a tutto questo; con la conseguenza che alle pappole ecclesiastiche, per quanto enunciate con voce stentorea e altisonante, non viene più prestato l'ascolto ossequioso e timoroso che veniva loro tributato ai tempi del franchismo.
Mentre a loro succedeva tutto questo, a noi invece cosa è successo? Ci sono stati il C.A.F. e Berlusconi; le truffe al Fondo Sociale Europeo e gli intrallazzi delle Regioni; la corruttela dilagante; i clientelismi e le cooptazioni più vergognose e più diffuse; lo smantellamento delle strutture di base dei partiti di massa; le riforme scolastiche targate Moratti; il taglio dei fondi alla Sanità (ai consultorî innanzitutto!) e all'innovazione della P.A.; l'oblio per la valorizzazione delle professionalità a tutti i livelli e in tutte le istituzioni pubbliche... e, come sai, si potrebbe continuare per lo spazio di altri 10 post... E, accanto e DENTRO a questo desolante quadro, la PRESENZA, molto concreta - fisica e ideologica insieme - dello Stato della Città del Vaticano. Con la quale, volente o nolente, chiunque ci governi
ha dda fa' i conti.
Cito Scalfari anch'io, e ricordo che rispetto alle indicazioni di voto, in Italia le gerarchie ecclesiastiche ANCORA non sono arrivate a pronunciarsi tanto esplicitamente come per la Spagna; e questo - dice il grande Eugenio - perché qui la classe politica ha sempre saputo bene - come ancora sa - di dover essere più incline alla negoziazione che al muro contro muro; ma chiediamoci anche (e io me lo chiedo con ENORME preoccupazione) cosa potrebbe accadere se un novello Scarparo italiano dovesse decidere di rispondere pan per focaccia alle ingerenze di Curia e Clero. Che séguito avrebbe, tra la "ggente"? che percentuale di consensi raccoglierebbe? E quanto séguito regalerebbe ai Ferrara cui non parrebbe vero di cavalcare l'indignazione del popolo dei Family days?

Come sempre, il problema è innanzitutto CULTURALE. E 30 anni di TV commerciale, di Colpi Grossi, di tette e culi, di veline, di tronisti, di Mariedefilippi e Maurizicostanzi, di epurazioni dalle strutture RAI di quei pochi intellettuali che vi erano rimasti, hanno finito per attuare il programma della P2 meglio di qualsiasi colpo di stato alla De Lorenzo.


Con la conseguenza che la metà degli italiani è pronta a rivotare Berlusconi.


(autore: sissi)

9 commenti:

mazapegul ha detto...

Butto lì. I problemi grandi dell'Italia sono (1) un debito pubblico gigantesco (thanks to the CAF) e (2) una corporativizzazione estrema della società. Ogni possibilità di efficace governo viene strangolata da debito e parcellizzazione. Prodi ha ben agito sul punto (1), non ha mosso un passo sul punto (2), perchè la sua stessa maggioranza rifletteva la parcellizzazione del paese.
Se il PD ha da essere, magari non in queste elezioni, la forza politica che affronta con successo questi problemi, deve riuscire a mettere su una coalizione maggioritaria NELLA SOCIETA' che spinga in tal senso. Qui il problema è ideale non meno che strettamente politico. Infatti, che io riconosca il mio interesse nel piccolo segmento cui appartengo o in un contesto più ampio, nazionale per l'appunto, è una questione essenzialmente culturale: ha a che fare con l'identificazione di sè rispetto al contesto in cui si vive.
Buona fortuna a Veltroni e a tutti noi.

grazia ha detto...

Come sostiene Maz, Prodi è riusci didifficle to nel primo punto raccogliendo più consensi all'estero che in Italia.Quanto al 2, lo ritengo ancora quasi impossibile da affrontare.Abbiamo visto la rivolta dei taxisti, degli avvocati dei commercianti, dei giudici, etccc.
Ogni categoria protegge se stessa e il risultato si vede.
Manca la presenza dello Stato a protezione dei cittadini e quando si avverte è solo per prendere: tasse.
Non credo che per berlusca , la campagna elettorale sarà una passeggiata.Confido fermamente in Veltroni e sulla valorizzazione delle cose fatte da Prodi.
Avrà pane per i suoi denti.

Anonimo ha detto...

Boh, non capisco. La Spagna... "ha anche fatto, negli ultimi venti-trent'anni, dei percorsi che noi in Italia manco ce li sogniamo; hanno saputo modernizzare ed innovare, ecc.ecc." e "Mentre a loro succedeva tutto questo, a noi invece cosa è successo? Ci sono stati il C.A.F. e Berlusconi; le truffe al Fondo Sociale Europeo e gli intrallazzi delle Regioni, ecc.ecc. e, come sai, si potrebbe continuare per lo spazio di altri 10 post...".
La Spagna è uscita 28 anni fa da una dittatura fascista, preceduta da una guerra civile; l'Italia è una democrazia da 60 anni. Non mi sembra che le condizioni storiche siano a favore degli spagnoli.
Quindi non si può che concludere che il fattore determinante è una differenza genetica che rende il nostro popolo del tutto inabile a migliorarsi. Contro le differenze genetiche non c'è niente da fare.

grazia ha detto...

Orchidea nera, vedo e leggo che tu sei ancora più pessimista di me.
I tuoi brevi punti sono chiarissimi ma mentre in Spagna c'è il senso dello stato e del bene comune , qui in Italia esiste solo l'arrivismo personale, anche a danno del prossimo, frodando illegalmente e legalmente lo stato.
Berlusconi gode della depenalizzazione sul falso in bilancio per milioni di euro. Io ho pagato 15000 euro perchè il commercialista non ha spedito correttamente per via telematica la dichiarazione dei redditi e quindi non risultava la ricevuta.
Risultava in ogni caso il pagamento delle tasse e questo doveva bastare.
I cittadini disarmati e senza incozzi ( come è successo a me) sono impotenti finchè avremo in Parlamento una massa di delinquenti che si fa le leggi per proteggere i loro affari sporchi.
E finisco qui. Ma la rabbia che ho in corpo è tanta di fronte alle innumerovoli ingiustizie che subiamo senza riuscire ad incidere sui cambiamenti di cui ci sarebbe bisogno.

Anonimo ha detto...

graziella, fa' una cortesia a te stessa prima ancora che a noi: rileggiti i tuoi interventi un par de volte, prima di inserirli... magari in questo modo la percentuale di presenze, nel testo, di parole di senso compiuto, si eleva un po'... e, chissà? forse anche l'allocazione della punteggiatura potrebbe trarne giovamento...

Anonimo ha detto...

P.S. (Sempre per Grazia)

Ma che so', gli incozzi???

Anonimo ha detto...

Scrive orchidea: "La Spagna è uscita 28 anni fa da una dittatura fascista, preceduta da una guerra civile; l'Italia è una democrazia da 60 anni. Non mi sembra che le condizioni storiche siano a favore degli spagnoli".

Risponde Clavèl: non può essere che proprio guerra civile e dittatura siano stati tra i fattori principali che hanno reso possibile il prodursi di quello slancio verso il rinnovamento - e dell'entusiasmo necessario a dargli forza - di cui parla il post?
A rifletterci, è esattamente quel che accadde nell'Italia degli anni '50 e '60: ricostruire, modernizzarsi, guardare con favore al cambiamento, aprirsi al nuovo, migliorare individualmente e collettivamente, opporsi all'oscurantismo e alla meschinità di visioni del mondo troppo anguste... la parte migliore degli Italiani di quelle generazioni, non ha tentato di fare proprio questo?

grazia ha detto...

Per birichino e il fratello.

Gli "incozzi" in dialetto sardo sono gli appoggi che gli Italiani (per la maggior parte) chiedono per se stessi e per i propri familiari.In parole più erudite e alla luce di quanto è successo negli ultimi giorni e non, si potrebbe anche parlare di familismo amorale. E di questi esempi l'Italia è piena.

ciao

Anonimo ha detto...

birichino ringrazia della gentile spiega la sora graziella; precisa altresì di non avere fratelli cui estendere l'informazione, disponendo unicamente di una sorella - di nome zizzania - come specificato nel suo primo commento a questo post.